SCHEDA

CROPANI

PARROCCHIA "SANTA MARIA ASSUNTA"

Parroco: Padre Francesco Critelli OFM cap.

SANTO PATRONO:

San Sebastiano Martire (20 gennaio) 

 

ORARIO SANTE MESSE:
LUOGHI FERIALI FESTIVI
CHIESA PARROCCHIALE lunedì, giovedì, venerdì ore 17.00; (estivo ore 19.00);

ore 11.00(estivo ore 19.00);

CHIESA SAN GIOVANNI sabato ore 17.00; (estivo ore 19);  
CHIESA DEL CONVENTO Martedì, Mercoledì ore 17.00; (estivo ore 8.00);

ore  9.30             (estivo ore 8.30);

STORIA DELLA PARROCCHIA
 

Chiesa di Santa Maria Assunta.

Monumentale edificio rinascimentale di fondazione quattrocentesca, gravemente danneggiato da un fulmine nel 1576, restaurato nel 1578 e successivamente profondamente rimaneggiato, con ampia trasformazione stilistica del complesso primitivo del settecento. I recenti lavori di restauro conservativo operati sul manufatto, hanno restituito una cappella gentilizia voltata a botte, sul cui muro di fondo, spicconando l'intonaco, è emersa una "monofora" rafforzata da conci in calcarenite, di fattura tipicamente romanica. Il suo ripetersi ritmicamente sull'intera superficie muraria, "distrutta e nascosta" dal successivo impianto delle cappelle settecentesche, la riconduce all'impianto iniziale della Collegiata datandone la fondazione stessa al sec. XIII. La facciata principale (1.25.45 - h. 17.60 m ),anteposta da una gradonata in granito calabrese, è costituita da blocchi di pietra arenaria, tufo calcareo e calcarenite, e differenzia la Collegiata da ogni altra chiesa calabrese, riallacciandola a consuetuidini del romanico abruzzese, con il coronamento orizzontale a conclusione dell'ampia fronte occidentale. Il portale in tufo calcareo, costituito da quattro archi concentrici a tutto sesto, strombati e posti su tre lesene per lato,è racchiuso da altre due lesene a quattro ordini e da una cornice orizzontale. I diversi tagli dei conci che compongono il portale, non simmetrici tra loro, fanno pensare che tale struttura di più ampie dimensioni in altezza, sia stata forse recuperata e orientata in occasione dei vari interventi ricostruttivi che caratterizzano il manufatto, le cui lapidi incastonate alla muratura sono eterna testimonianza. Tale ipotesi è altresì avvalorata dal fatto che il portale non risulta in asse con la navata principale e l'intera facciata è ruotata rispetto all'asse della chiesa, quasi come se fosse stata edificata successivamente alla fondazione dell'impianto. Il rosone gotico, in pietra, a ruota lobata con raggiera a dodici colonnine (d. 3.60 m) che sormonta un portale con arco a tutto sesto, compone un "unicum" di gotico e romanico nell'architettura calabrese. A destra è posto il campanile (h. 32 m) a base quadrata terminante in alto con un prisma ottagonale cuspidato, ricostruito tra il 1708 ed il 1730 sulla base della vecchia torre campanaria distrutta da un terremoto nel 1570. Alla torre campanaria si accede dall'interno della chiesa, attraverso una scala a chiocciola, realizzata con elementi - gradino in pietra, nel blocco strutturale della muratura. In alto, sul lato sinistro della facciata, sopra la cornice di coronamento, è posta una deliziosa struttura tardo cinquecentesca in muratura di mattoni, che ospita due piccole campane. Tardo cinquecentesca è altresì la facciata laterale, nella cui muratura è incastonato uno splendido portale in pietra (calcarenite) di fattura belcastrese (è presente lo stesso portale nel duomo di Belcastro) riccamente scolpito nelle lesene scanalate, nei capitelli corinzi sormontati da un timpano, nei "gorgoneinon" del basamento. Sul lato destro della medesima facciata con i suoi elementi architettonici di coronamento tipicamente barocchi, spicca un contrafforte, realizzato a consolidamento della struttura, nella ricostruzione effettuata successivamente al 1570. E' interessante notare in adiacenza alla struttura, il canale di gronda per lo scolo delle acque, realizzato in pietra e in cotto. La cupola, il cui tamburo resta annegato nel manto di copertura della navata, è realizzata a gradoni, rivestita di coppi in cotto, e ricorda le cupole bizantine diffusissime in Calabria. L'interno della chiesa, compone una navata unica, separata dall'abside, coro a base quadrata, da un ampio arco a tutto sesto e da una differenza di quota, che associata al rilevante salto posto tra la quota di accesso alla chiesa e la quota stradale fa pensare, all'esistenza forse di una cripta sottostante. Sui lati si aprono nove cappelle, cinque sulla lato sinistro e quattro su quello destro, in cui si interpone l'accesso secondario dal portale tardo cinquecentesco descritto. L'intera superficie interna è completamente decorata con stucchi di gusto tardo - barocco, lesene scanalati e capitelli compositi, che incorniciano importanti opere d'arte. Sul lato destro entrando, nella nicchia posta a fianco l'ingresso alla torre campanaria, è collocata una splendida scultura in marmo statuario della Madonna della Neve con in braccio il Bambino, proveniente dal distrutto Convento di San Rocco dei PP. Osservanti (scannello con bassorilievo: stemma francescano e iscrizione: Hoc opus fieri fecit Bonaventura De Franchisco NV. Cropani MDLXXXVIII P.M.O.) riconducibile allo scultore Benedetto da Moiano (sec. XVI), un raro esempio di scuola gaginesca. Sullo stesso lato nella quarta cappella, è collocato un ciborio ligneo cinquecentesco, con base ottagonale, finemente intagliato e lavorato a foglia oro, facente parte probabilmente dell'altare maggiore e successivamente forse adibito a fonte battesimale, così per come indicato attraverso il piccolo dipinto, raffigurante S. Giovanni Battista, posto su uno dei lati retrostanti che compongono il prisma. Nella terza cappella a sinistra sono invece conservate le reliquie di San Marco, dono dei Veneziani alla Città di Cropani, per lo scampato pericolo nell'anno 831. La leggenda vuole che alcuni profughi veneziani, provenienti da Alessandria d'Egitto con le sacre spoglie di San Marco, naufragati nel Golfo di Squillace a causa di una tempesta, trovato approdo sulla terra di Cropani, votati dove avessero preso terra con sicurezza donarono alla città, in segno di gratitudine, la rotula destra del Santo protettore di Venezia. L'altare maggiore, in marmi policromi con intarsi e rilievi decorativi, è di fattura napoletana (scultore Silvestro Troccoli) e risale al XVIII sec. Alle spalle dell'altare, sulla parete soprastante il coro ligneo dei canonici (sec. XVIII), al centro del fastigio marmoreo dell'abside è collocata in alto una splendida tavola quattrocentesca raffigurante "il Transito e l'Assunzione della Madonna" . La tavola rappresenta la "Dormitio Virginis", e sembrerebbe di fattura veneto-bizantina, anche se il recente restauro ne rivela influenze catalane. La piccola tela elissoidale posta nel riquadro sottostante, rappresenta la "Visita di Maria SS. A S. Elisabetta" (sec XVII). Sulla parete interna della facciata principale è posto l'affresco "Gesù che scaccia i profanatori del tempio" del pittore calabrese Cristoforo Santanna (sec. XVIII), una grande opera nella quale la scena teatralmente rappresentata, è catapultata verso lo spettatore , attraverso le architetture di costruzione. Attribuita allo stesso Santanna è la grandiosa tela elissoidale, raffigurante l'Assunta circondata da Angeli ed Apostoli, posta incastonata al centro del mirabile soffitto ligneo di tavole inchiodate alle capriate di struttura, completamente dipinto nel XVIII sec., ma nello stile quattrocentesco, del Paschelli. Nei vani ricavati all'interno del volume che compone la cappella cinquecentesca attigua alla Sacrestia, è stato allestito un piccolo museo, un "antiquarium diocesano" in cui sono state esposte numerose opere d'arte sacra, tra cui spiccano degli importanti reliquiari a mezzo- busto scolpiti a tutto tondo, finalmente decorati in foglia oro damaschinata risalenti al XVI sec. ( simili a quelli conservati nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli), preziosi oggetti in argento e paramenti sacri settecenteschi, oltre ad un delizioso tabernacolo in marmo scolpito a bassorilievo datato 1545. Passando nella Sacrestia, lo scavo, per il rifacimento della pavimentazione, ha restituito una muratura fondata su di un piano rettangolare, completamente scavato nella roccia. Le tracce di intonaco rilevato sulla superficie interna del muro, riferiscono tale impianto ad un precedente volume di dimensioni notevolmente ridotte, mentre la presenza di una "carcara", segnata circolarmente sulla pavimentazione restituisce il rapporto di volume tra interno ed esterno. Sulle pareti della Sacrestia spiccano posti l'uno di fronte l'altro,il Crocefisso in legno dipinto, risalente al XVI sec., e la " Pala dei Canonici", una tela datata 1759, raffigurante l'Assunta che protegge con il suo manto il Capitolo cioè i 12 Canonici della Collegiata.

 

GRUPPI PARROCCHIALI:

O.F.S.;

Gruppo di preghiera “P.Pio”;

Apostolato della preghiera;

Pia unione del “Beato Paolo”;

Gruppo Ministranti;

 Gruppo giovani.

AVVISI DEL PARROCO
 

ogni primo venerdì del mese Adorazione Eucaristica ;
 

il Battesimo si amministra comunitariamente ogni ultima domenica del mese .

 

Contatti: Tel. e fax : 0961/965029. p.francescocritelli@libero.it

 

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