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SS. Messa per i fedeli Defunti


Mons. Bertolone durante l'Omelia


SS. Messa per i fedeli defunti

Catanzaro - Cimitero, 1 nov. 2011
 

 


Nella vigilia della commemorazione dei fedeli defunti l’Arcivescovo Metropolita Monsignor Vincenzo Bertolone, accompagnato dal cappellano don Andrea Perrelli, si è recato per la prima volta nel cimitero urbano della città di Catanzaro per presiedere la Santa Messa alla presenza del clero e delle autorità istituzionali.
Insieme al sindaco Michele Traversa, il nostro Pastore ha reso omaggio ai militari caduti in guerra. Successivamente ha officiato una celebrazione eucaristica per tutti i fedeli defunti.
Numerosi i rappresenti delle istituzioni presenti, tra i quali, oltre al sindaco, il prefetto Antonio Reppucci, il presidente della provincia Wanda Ferro, il Presidente della Corte d’Appello Gianfranco Migliaccio, il questore Vincenzo Roca, l’onorevole Mario Tassone, il vicesindaco del capoluogo Maria Grazia Caporale, il presidente del consiglio comunale Ivan Cardamone, il vicepresidente del consiglio provinciale, Emilio Verrengia, gli assessori, comunale Giuseppe Calabretta e regionale Domenico Tallini, i consiglieri Giuliano Renda e Domenico Bonacci.
Durante l’omelia il presule ha sottolineato come sia importante «poggiare sulla rivelazione di Cristo e sul suo insegnamento d’amore», in quanto noi «non siamo destinati a marcire per terra come le foglie». «Anche Gesù –ha detto l’Arcivescovo Bertolone- ha avuto timore della morte; nell’Orto degli Ulivi ha provato angoscia e sudato sangue. E dinnanzi alla morte degli altri ha sempre dimostrato un’infinita compassione».
«E noi ci pensiamo alla morte? Un cristiano deve sempre pensare alla propria morte, al senso della propria esistenza», ha continuato l’Arcivescovo che ha aggiunto: «La morte è il capolavoro della vita». Per il presule i defunti «devono essere aiutate non solo con le preghiere, ma anche con le nostre opere buone».
«Risorgeremo. Vedremo il Signore. Una tomba è troppo piccola per contenere il nostro amore», è il messaggio conclusivo che lascia l’Arcivescovo ai fedeli. Un messaggio di speranza per tutti gli uomini di buona volontà.
 

 

 


 

  

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