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Ordinazione Episcopale di don Mimmo Battaglia


Battaglia: essere voce di Cristo
Ordinato ieri il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata
de’ Goti

Giovanni Scarpino
fonte Avvenire

3 settembre 2016

 

Un popolo in festa ieri sera nella Cattedrale di Catanzaro per l’ordinazione episcopale di Domenico Battaglia nominato vescovo di Cerreto Sannita- Telese-Sant’Agata de’ Goti lo scorso 24 giugno da papa Francesco. A presiedere il rito è stato l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra, con i vescovi co-consacranti Michele De Rosa, amministratore apostolico di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti; Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, gli arcivescovi emeriti dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, Antonio Cantisani e Antonio Ciliberti. Con loro diversi vescovi calabresi e campani. Numerosa la presenza del clero, dei laici e delle autorità istituzionali, provenienti dalle due diocesi interessate all’evento ecclesiale. Dopo la lettura della bolla pontificia, l’arcivescovo Bertolone, salutando tutti i presenti, ha introdotto la sua omelia con un canto di lode e di ringraziamento alla Santissima Trinità, rivolgendo a papa Francesco la gratitudine e il pensiero orante di tutta la comunità ecclesiale. Se il Signore conosce la caducità e il limite di ogni creatura umana, per Bertolone «il volto di ogni battezzato debole, fragile e umile scelto e trasformato dal Signore, diviene argilla modellata dallo Spirito Santo e viene posto nella comunità a vantaggio dei fratelli e delle sorelle». «L’ordinazione episcopale – ha detto Bertolone – è un evento dello Spirito che plasma il chiamato a immagine del Buon Pastore, affinché ne diventi segno e strumento in mezzo al suo popolo per l’azione del suo Santo Spirito; è fonte di grazia, è un dono divino». Poi rivolgendosi al vescovo eletto ha affermato: «Caro don Mimmo, chiamato dal Signore, attraverso la designazione del Santo Padre, a giovare piuttosto che a precedere come suggerisce san Gregorio Magno, sei chiamato a un impegno più grande  e più gravoso di quelli che finora hai svolto egregiamente. Adesso porta in Campania il meglio della tua Calabria! Sii come un pollone che staccato da questa Chiesa particolare vieni innestato nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de Goti per dirigerla. Offri alla povera gente tutto ciò che sei ed hai, sii per loro fiume di benedizione e gloria di questa arcidiocesi che ti è stata e ti è madre. Veglia sopra il gregge a te affidato, prendendo a modelli alcuni dei tuoi predecessori. Assumi a tuo modello il conventuale Felice Peretti, poi papa Sisto V, riformatore, capace di debellare il banditismo, che affrontò la riforma amministrativa dello Stato Pontificio, combattendo tra l’altro il nepotismo e instaurando una politica finanziaria accorta nelle spese e oculata negli investimenti. Guarda a sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il grande innamorato poeta dell’incarnazione, che istruisce il  settembre popolo anche con la musica ed il canto, il grande teologo moralista dei tempi moderni-contemporanei ». Parole, quelle dell’arcivescovo Bertolone, che, richiamando il termine «tenerezza» tanto caro a don Battaglia, hanno ricordato la necessità di recuperare e dare dignità alla persona e al bene comune, in «un tempo in cui i rapporti si atrofizzano e nessuno si chiama più per nome; in un tempo in cui la beneficenza si fa più per mettere a tacere i sensi di colpa che come atto d’amore cristiano ». A seguire la preghiera di ordinazione con l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, suggellata dai riti esplicativi dell’unzione crismale, della consegna del libro dei Vangeli, dell’anello, realizzato con l’oro dell’anello del papà defunto, della mitria e del pastorale, realizzato artigianalmente dai ragazzi del Ceis con il legno d’ulivo della casa di accoglienza. Come anche in legno d’ulivo è stata realizzata la croce pettorale, dono della comunità di Satriano. Era presenti anche alcuni detenuti della casa circondariale di Siano che hanno regalato al presule alcuni oggetti fatti con le proprie mani. Al termine della celebrazione, con grande commozione, il vescovo Battaglia ha ringraziato i concelebranti, le autorità e tutti i presenti, consegnando un pensiero spirituale, con il quale ha fatto emergere come la voce di Cristo ha dato veramente senso alla sua vita, continuando a riempire la sua esistenza con nuove domande e nuovi orizzonti.
 

 





 

 

 

 

 

  

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