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San Vitaliano 2018


Celebrata la solennità di San Vitaliano, Patrono di Catanzaro e dell’Arcidiocesi

Mons. Bertolone:"Coltivare il bene comune, richiede tutta la nostra collaborazione, le nostri mani, la nostra intelligenza, il nostro cuore".

16 luglio 2018
 

Dopo la chiusa della Chiesa Cattedrale per problemi di sicurezza, la Basilica dell’Immacolata per il primo anno ha ospitato le celebrazioni in onore di San Vitaliano, Patrono della città capoluogo e dell’Arcidiocesi .
Presenti alla concelebrazione eucaristica presbiteri, religiosi e religiose, fedeli laici e autorità istituzionali provinciali e regionali.
A tutti Mons. Bertolone ha chiesto di attualizzare l’insegnamento di San Vitaliano in un tempo in cui indifferenza, egoismo e prepotenza hanno la meglio su tutto, segnando con ferite profonde i principi di libertà, di fraternità, di uguaglianza e di accoglienza.
Al mondo politico e alla istituzioni Mons. Bertolone ha chiesto maggiore attenzione verso i migranti, i rom ed i diseredati, rendendo le periferie della città più pulite, ospitali e vivibili.


Dopo la processione con il simulacro di san Vitaliano, l’Arcivescovo Bertolone ha rivolto un appello paterno alla comunità diocesana che riportiamo testualmente.

1. Il senso di una processione. Qual è il significato, carissime e carissimi della processione con l’immagine del nostro Santo Patrono per le vie della nostra città? Una volta le processioni erano quasi un appannaggio delle confraternite che in tal modo coinvolgevano le popolazioni. Era spesso un coinvolgimento per lo più esteriore e spesso erano una manifestazione per affermare il prestigio di una zona sulle altre. La processione è un atto di fede popolare collettivo, che dall’immagine del Santo raccoglie indicazioni per un’esistenza più serena e fraterna.

2. Desidero subito dire che non ho inteso né intendo sostituirmi al discernimento della politica ed alla responsabilità di chi governa la città, ma intendo solo stimolare in tutti un maggiore senso civico ed una attenta educazione allo spirito di cittadinanza per scuotere l’indifferenza, stimolare tutti al bene comune, migliorare la convivenza e promuovere i grandi valori umani ed evangelici.
3. Ascolta, Catanzaro! Secondo la tradizione, san Vitaliano fu avversato a Capua da pessimi soggetti che lo costrinsero ad andarsene. La città, dice sempre la tradizione, fu colpita da carestia, siccità e morbi. Così gli abitanti lo andarono a cercare per chiedergli perdono. Riuscirono nel loro intento ed egli ritornato a Capua, sanò la situazione. Leggenda? Può darsi, comunque vale la pena di pensare che carestie, malattie e siccità sono dei segni, non minacce divine. Oggi, come allora, san Vitaliano, sprona le brave persone a impegnarsi per migliorare la qualità della vita. Nelle trame ordite contro il santo, oggi si identificano le minacce contro la nostra madre Terra, nostra casa comune, della quale tutti dobbiamo prenderci cura per migliorare la qualità della vita.

4. Rispetta il prossimo! In secondo luogo dalla tradizione dobbiamo raccogliere la sollecitazione a rispettare il nostro prossimo anziché farlo segno a giudizi tanto malevoli quanto falsi. Come ? pregando il nostro Patrono di darci il buonsenso di mettere al primo posto il rispetto e l’amore verso il prossimo coltivando il senso civico, l’educazione alla cittadinanza ed al bene comune.

5. Il bene comune è un concetto astratto che si tira fuori da realtà concrete [. . .]. Esistono i beni che possono essere materiali, come la casa, o fisici come la salute, o spirituali come la concordia in famiglia, l'amore. Ci possono essere beni posseduti o usati in comune, cioè di tutti e di ciascuno: le strade, l'aria, l'acqua, la pace nella mia comunità, nella patria, nel mondo. Impegnarsi a promuovere e realizzare il bene comune è compito e responsabilità di tutti. E in concreto la solidarietà [. . .], «perché tutti siamo veramente responsabili di tutti» (lettera enciclica Sollicitudo rei socialis, n. 28).
Le modalità di questo impegno sono diverse: dalle più semplici, come il rispetto per le cose che si usano in comune, il rispetto della segnaletica stradale, il non occupare i posti riservati ai disabili, il non danneggiare i prati e i boschi.
Il bene comune richiede il rispetto dei diritti e dei doveri. «I compiti precipui dei pubblici poteri consistono, soprattutto, nel riconoscere, rispettare, comporre, tutelare e promuovere quei diritti; e nel contribuire, di conseguenza, a rendere più facile l'adempimento dei rispettivi doveri» (Pacem in terris, n. 36).
Oggi la maggior parte dei beni dai quali dipende la felicità individuale sono pubblici e comuni: il lavoro, la sicurezza, la vita familiare, l' amicizia, l’inquinamento, il traffico, l' ambiente, la fiducia nelle istituzioni, un parco, l’ozono nell' atmosfera e molto meno da: divani, tv, telefonini, case comode o automobili). Quando nasce soltanto dalla ricerca del proprio interesse privato, il bene comuneviene distrutto, mentre se lo vogliamo conservare tra le persone deve scattare la "logica del noi", e così far diventare quel "bene di nessuno" un "bene di tutti". Il Bene comune, è fatto di rapporti e di buone relazioni tra le persone. Come succede nell' amicizia e in famiglia. Peppone e Don Camillo sono un vero mito fondativo del nostro Paese, perché la concorrenza politica tra di loro era fondata su una concordia civile più profonda. Erano diversissimi, ma prima, e a un livello più vero, erano uguali, perché erano cittadini, perché erano umani. E così bisticciavano, si punzecchiavano, ma poi andavano insieme a difendere Brescello quando il grande fiume rischiava di esondare. Le comunità capaci di futuro sono quelle dove si coltiva e si custodisce una amicizia civile ; dove essa viene meno tutto resta in balìa dei potenti.

Conclusione. Ed allora, carissime e carissimi, portando il simulacro del Santo Patrono per le vie della nostra città, abbiamo voluto chiedere al Signore ed al santo protettore, il rispetto del territorio e della casa e del bene comune. Bando alla calunnia contro il prossimo; si, invece, ad un impegno collettivo per fare rete in famiglia, nella società e nei servizi; per ridare ai giovani fiducia ed il desiderio di formare famiglie. Coltivare il bene comune, richiede tutta la nostra collaborazione, le nostri mani, la nostra intelligenza, il nostro cuore. Viva san Vitaliano.
 

 



 

 

 

 

 

  

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