Quattro anni di cammino e una nuova vocazione

Nella Basilica “Maria SS. Immacolata” di Catanzaro, durante la celebrazione della festa del Battesimo del Signore, l’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago ha rivolto un sentito ringraziamento alla comunità diocesana per i quattro anni di cammino pastorale vissuti insieme dal suo ingresso alla guida della Chiesa di Catanzaro-Squillace. Un tempo segnato dall’ascolto, dalla prossimità e dalla corresponsabilità ecclesiale, vissuto come rendimento di grazie per quanto il Signore ha operato nella vita della Diocesi.

Nel contesto della stessa celebrazione si è inserito un gesto ecclesiale di particolare significato: il seminarista Giovanni A. De Santis è stato ammesso tra i candidati all’Ordine sacro del Diaconato e del Presbiterato. Un passaggio che richiama il senso profondo della chiamata cristiana, proprio nel giorno liturgico che ricorda l’inizio della vita pubblica di Gesù.

Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha richiamato il valore dell’ammissione come atto di discernimento della Chiesa. La vocazione al ministero ordinato – ha sottolineato – non nasce da una scelta individuale, ma dall’iniziativa del Signore, che chiama e affida una missione. Alla Chiesa spetta il compito di riconoscere questa chiamata, accompagnarla nel tempo e verificarne l’autenticità.

L’ammissione all’Ordine non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa ulteriore nel cammino formativo. Il discernimento resta aperto e coinvolge la crescita umana e spirituale del candidato, insieme al giudizio responsabile della Chiesa esercitato attraverso il ministero del Vescovo.

Nel richiamo conclusivo, Maniago ha evidenziato anche le conseguenze concrete della chiamata: chi è scelto è chiamato a conformare progressivamente la propria vita al Vangelo, accogliendo uno stile di servizio, comunione e obbedienza ecclesiale.

La comunità diocesana accompagna Giovanni A. De Santis con la preghiera, affidando al Signore il suo cammino perché possa maturare nella fedeltà e nella chiarezza della chiamata ricevuta.