
Si è svolto il 13 e 14 gennaio, presso l’Aula “Beato Francesco Mottola” dell’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”, l’Aggiornamento Teologico–Pastorale del Clero dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Due giornate intense, capaci di intrecciare la profondità della tradizione con le sfide più urgenti del presente, offrendo ai presbiteri un tempo di studio, confronto e visione.
Cassiodoro, radici che parlano al presente
Ad aprire i lavori, martedì 13 gennaio, è stato mons. Carlo Dell’Osso, segretario generale del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC). Il suo intervento ha guidato i partecipanti in un viaggio affascinante nella figura di Cassiodoro, uno dei grandi protagonisti della storia culturale della Calabria e dell’intero Mediterraneo.
Dell’Osso ha ricostruito il profilo di Cassiodoro, appartenente all’illustre famiglia dei Cassiodori. Accanto all’impegno pubblico alla corte di Teodorico, è emersa la profondità del suo pensiero e della sua opera, soprattutto nel campo della trasmissione del sapere e della custodia dei testi antichi.
Particolare interesse ha suscitato la presentazione del progetto di scavi archeologici in corso nel territorio di Squillace, promosso nell’ambito dell’Arcidiocesi. Un’iniziativa che punta a valorizzare le radici cristiane e culturali di questa terra, facendo dialogare ricerca scientifica e identità ecclesiale.
L’intelligenza artificiale e le domande sull’uomo
Mercoledì 14 gennaio lo sguardo si è spostato decisamente sul futuro. A intervenire è stato don Andrea Ciucci, Segretario Generale della Fondazione Vaticana RenAIssance per l’etica e l’intelligenza artificiale, che ha offerto una riflessione ampia e articolata sull’approccio della Chiesa alle nuove tecnologie.
Partendo dalla figura di Alan Turing e dalla sua celebre domanda “le macchine possono pensare?”, don Ciucci ha ripercorso l’evoluzione dell’intelligenza artificiale fino ai nostri giorni. Un percorso che conduce a un mondo sempre più plasmato da algoritmi, social media e sistemi capaci di modellare gusti, scelte e persino il pensiero delle persone.
L’attenzione si è concentrata anche sull’uso quotidiano dell’IA, nelle applicazioni più comuni e in strumenti come ChatGPT, capaci di simulare un dialogo umano. Una potenza che può semplificare il lavoro e ampliare le possibilità, ma che porta con sé il rischio di un progressivo allontanamento tra le persone e di una delega eccessiva alla macchina.
In questo scenario, la Chiesa non si sottrae al confronto. Anzi, cerca di offrire un contributo di discernimento, richiamando alla centralità dell’uomo e alla necessità di uno sviluppo tecnologico che non metta in discussione la dignità, la libertà e la responsabilità personale.
L’invito dell’Arcivescovo
Al termine delle due giornate, l’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago ha ringraziato i relatori per la qualità degli interventi e i presbiteri per la partecipazione attenta. Nel suo intervento conclusivo ha sottolineato il valore di questi momenti di formazione come spazi di crescita non solo culturale, ma anche pastorale.

