Quando la Parola prende la parola

A marina di Cropani la Domenica della Parola di Dio: ascolto, Chiesa, vita

C’è una Parola che non invecchia, ma rischia talvolta di diventare invisibile per la sua stessa familiarità. È da questa consapevolezza che nasce la Domenica della Parola di Dio, voluta da Papa Francesco, celebrata anche quest’anno nella diocesi di Catanzaro-Squillace presso la parrocchia “Sant’Antonio da Padova” in marina di Cropani (CZ), con una partecipata celebrazione presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago.

Un appuntamento che non ha avuto il tono dell’evento straordinario, ma quello più autentico di una sosta necessaria, per tornare al cuore della vita cristiana: l’ascolto di Dio che parla.

La liturgia della Parola è stata vissuta attraverso il metodo della lectio divina, non come semplice schema, ma come esperienza comunitaria di ascolto, meditazione e discernimento.

A guidare questo percorso sono stati il biblista don Edoardo Palma e don Alessandro Nicastro, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Le loro riflessioni hanno aiutato l’assemblea a cogliere come la Scrittura non sia un testo riservato agli addetti ai lavori, ma un luogo aperto, capace di intercettare le domande più profonde dell’uomo, credente o meno.

L’iniziativa è stata organizzata dal Servizio per l’Animazione Biblica dell’Ufficio Catechistico Diocesano, segno di una pastorale che non si limita a “parlare della Bibbia”, ma prova a farla realmente abitare nella vita delle comunità.

Nel corso dell’omelia, Mons. Maniago ha riportato l’attenzione su un punto essenziale: la Scrittura non è un racconto edificante né un manuale morale, ma la storia concreta di Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio che ha condiviso fino in fondo la condizione umana.

Quando nella Chiesa si proclama la Parola, ha ricordato l’Arcivescovo citando il Concilio Vaticano II, è Cristo stesso che parla al suo popolo. Anche i segni liturgici – come l’incensazione del Vangelo – non sono gesti ornamentali, ma confessioni di fede: non si onora un libro, ma il Signore vivo e presente che continua a rivolgersi alla sua Chiesa.

La Domenica della Parola diventa allora un invito a rallentare, a non dare per scontato ciò che accompagna ogni Eucaristia. La Scrittura è proclamata ogni domenica, ma chiede di essere ascoltata davvero, lasciando che raggiunga la vita concreta: le fatiche quotidiane, le domande irrisolte, le ferite, le speranze.

La Parola non parla in astratto, ma chiama per nome e affida una responsabilità condivisa: tutti, nessuno escluso, sono coinvolti nella costruzione del Regno di Dio.

Al termine della celebrazione, Mons. Maniago ha donato a tutti i presenti una copia del Vangelo secondo Matteo, il Vangelo che accompagna il cammino liturgico di quest’anno. Un gesto semplice, ma fortemente simbolico: la Parola non resta confinata in chiesa, ma è consegnata alle case, ai tavoli, alle giornate ordinarie.

Perché la Scrittura non chiede solo di essere ascoltata, ma frequentata, fino a diventare voce familiare, capace di orientare le scelte e illuminare i passaggi decisivi della vita.

La Domenica della Parola di Dio non chiude un appuntamento, ma rilancia una responsabilità: lasciare che Cristo continui a parlare, oggi.