
Si è svolto lo sabato 21 marzo, presso la parrocchia di “Santa Maria della Pace” di Catanzaro, il terzo incontro del cammino di spiritualità dedicato alle famiglie dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace registrando una partecipazione numerosa e sentita.
Tema dell’incontro è stata la terza virtù teologale, la carità, declinata nella vita familiare attraverso il titolo significativo: “Amore che opera”. A guidare la riflessione è stato don Evilzio Cavalcante, dell’Opera “San Giovanni Calabria” della diocesi di Roma.
La carità nella vita familiare: un amore concreto e quotidiano
Nel suo intervento, il sacerdote ha richiamato con profondità il celebre inno alla carità della Prima Lettera ai Corinzi (1Cor 13), sottolineando come l’amore cristiano non sia un sentimento astratto, ma una realtà concreta, paziente e operosa, capace di incarnarsi nelle relazioni quotidiane della vita familiare. Ha inoltre evidenziato come, nel rapporto di coppia, la carità sia resa possibile e sostenuta dalla grazia ricevuta nel sacramento del matrimonio, che accompagna gli sposi nel vivere ogni giorno un amore autentico e fedele.
Testimonianze di vita: l’amore scelto ogni giorno
Particolarmente significativa è stata la testimonianza di una coppia di sposi, che ha raccontato il proprio cammino fondato su una scelta ben precisa e consapevole, vissuta giorno dopo giorno nella fedeltà e nella concretezza dell’amore coniugale.
La “casetta” e la chiave: segni di fede, speranza e carità
Momento centrale del percorso è stata la simbolica costruzione della “casetta”, iniziata negli incontri precedenti e completata in questa occasione con la consegna della chiave. Su di essa erano incise le tre virtù teologali – fede, speranza e carità – segno concreto del cammino compiuto. Attraverso questa consegna alle famiglie è stato affidato il mandato di essere portatrici di apertura, testimoniando con la vita quotidiana la forza dell’amore vissuto.
Famiglie reali, non perfette: la presenza di Dio nelle fragilità
L’incontro si è concluso con la celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago, che nella sua omelia ha offerto una riflessione concreta sulla realtà della vita familiare. Ha sottolineato come le famiglie “perfette” proposte nei messaggi pubblicitari non corrispondano alla verità del quotidiano: è proprio nelle famiglie segnate dalla fatica, dalle sfide e dalle difficoltà che il Signore si rende presente, un amore che, pur attraversando prove e fragilità, trova nella grazia sacramentale la capacità di rinnovarsi e andare avanti ogni giorno.
Un’eredità spirituale che continua: il messaggio di don Iacopetta
A chiudere l’incontro è stata una profonda riflessione di don Sergio Iacopetta, assistente spirituale dell’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia, mediante una lettera da lui stesso scritta pochi mesi prima della sua scomparsa. Un vero e proprio “testamento spirituale” che ha lasciato alle famiglie un’eredità preziosa di fede, speranza e carità, un richiamo a vivere pienamente l’amore ricevuto.
L’emozione ha pervaso la chiesa, con applausi e lacrime che hanno unito tutti i presenti, chiudendo l’incontro in un clima di commozione, gratitudine e rinnovata responsabilità: ogni famiglia, portatrice di luce e di speranza, è chiamata a trasformare la propria casa in un vero segno dell’amore di Dio nel mondo.

