“Custodire l’unzione dello Spirito”: nella Messa Crismale il richiamo di S.E. Mons. Maniago alla fedeltà sacerdotale


Una Chiesa raccolta attorno al proprio Vescovo, il presbiterio chiamato a rinnovare con gratitudine e responsabilità le promesse sacerdotali, il popolo di Dio invitato a riscoprire la propria identità battesimale e la forza dello Spirito Santo. È il volto dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace emerso nella solenne Messa Crismale celebrata nella Basilica Concattedrale di “Santa Maria Assunta” in Squillace (CZ) e presieduta dall’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago.

Nel cuore della Settimana Santa, la celebrazione ha espresso in modo intenso il senso della comunione ecclesiale attorno al Vescovo e il legame profondo tra il sacerdozio di Cristo, il ministero ordinato e la vita di tutto il popolo cristiano.
Nell’omelia, Mons. Maniago ha richiamato il significato autentico della Messa Crismale come momento centrale per la vita della Chiesa diocesana: «Radunati per celebrare la messa crismale… contempliamo insieme il mistero del sacerdozio di Cristo…».

Lo sguardo dell’assemblea è stato orientato a Cristo, «nostro Pastore e Guida», a partire dalla scena evangelica della sinagoga di Nazareth. In essa Gesù proclama: «Lo Spirito del Signore è su di me…».
Secondo il Vescovo, in questa pagina si manifesta pienamente l’identità messianica di Cristo e si illumina il senso della liturgia.

Per Mons. Maniago, quell’“oggi” non appartiene solo al passato, ma si rinnova nella vita della Chiesa: «Quanto avvenuto nella sinagoga di Nazareth si realizza in questa messa crismale».
Lo Spirito Santo è il protagonista della celebrazione e della vita cristiana: «Lo Spirito è l’attore principale della vita cristiana».

Da qui il richiamo al valore dei sacramenti, nei quali si rende presente la salvezza di Cristo: «Lo Spirito Santo compie la piena incorporazione a Cristo».
La liturgia, ha sottolineato il Vescovo, non è semplice ritualità, ma esperienza viva: «Il valore della nostra liturgia… consiste nella concretezza con cui i fedeli vivono il mistero di Cristo».

Particolarmente significativa l’immagine degli oli santi, segno dell’unzione di Cristo: «Accostandoci ai sacramenti siamo inondati da questo profumo diventando noi stessi il profumo di Cristo».
Un invito a diffondere nel mondo «profumo di santità e olio di letizia».

Uno dei passaggi più intensi ha riguardato il ministero sacerdotale. Mons. Maniago ha riconosciuto le difficoltà e le crisi possibili: «Può subentrare un tempo di fatica».
Ma ha indicato anche la via: tornare all’essenziale, alla grazia originaria dell’unzione.

Nel finale, l’Arcivescovo ha affidato un impegno chiaro: «Custodire l’unzione dello Spirito».
Un invito rivolto a tutti i fedeli, chiamati a vivere nella docilità allo Spirito per costruire comunità fraterne e missionarie.

La celebrazione è stata arricchita dall’annuncio dell’ordinazione sacerdotale dei diaconi Pio Merante e Andrea Arcuri, prevista per il 28 giugno.
Un segno concreto della vitalità della Chiesa diocesana.

La Messa Crismale si conferma uno dei momenti più alti dell’anno liturgico: sorgente di comunione, rinnovamento e missione.
Una Chiesa che si lascia ungere dallo Spirito diventa segno vivo della presenza di Cristo nel mondo.