Dal coro al chiostro: il sì di Suor Cecilia Maria

Ci sono scelte che maturano nel silenzio e, proprio per questo, parlano con forza alla vita di una comunità. È quanto è accaduto lo scorso 9 aprile, giovedì nell’ottava di Pasqua, quando Elena Nicotera ha ricevuto l’abito monastico nel monastero di San Pietro delle Benedettine di Ostuni, iniziando il suo cammino di noviziato con il nome di Suor Cecilia Maria.

Per molti nell’Arcidiocesi il suo volto è familiare: per anni Elena ha animato la preghiera con il coro diocesano, condividendo un servizio ecclesiale vissuto con passione e dedizione. È proprio in quel contesto che ha preso forma, passo dopo passo, una chiamata più profonda, custodita e accompagnata nel tempo.

A presiedere la liturgia della vestizione è stato S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha seguito da vicino il suo percorso vocazionale, condividendo con lei un momento decisivo e carico di significato. Presenti anche alcuni sacerdoti della Diocesi, tra cui il segretario del vescovo, don Stefano Lafranconi, insieme a padre Francesco Lanzillotta.

La vestizione monastica non è soltanto un rito suggestivo: è una scelta pubblica, una domanda pronunciata davanti alla Chiesa. Suor Cecilia Maria ha chiesto di poter indossare l’abito benedettino e di iniziare il tempo del noviziato, che durerà due anni, durante i quali approfondirà la sua adesione alla Regola di San Benedetto da Norcia.

Alla celebrazione erano presenti, insieme a sacerdoti della Diocesi di Brindisi-Ostuni e amici del monastero, anche il cappellano e membri della famiglia benedettina, segno di una comunione ecclesiale ampia e viva.

La vocazione di Suor Cecilia Maria affonda le sue radici in un cammino ecclesiale concreto. La sua formazione è maturata all’interno del Cammino Neocatecumenale, nella parrocchia di San Giuseppe, dove ha imparato ad ascoltare e riconoscere la voce del Signore nella vita quotidiana.

È una storia che parla di fedeltà e di ascolto, ma anche della capacità della comunità cristiana di generare vocazioni, accompagnandole con pazienza e discrezione.

La presenza di Suor Cecilia Maria nel monastero di Ostuni viene accolta come un dono per tutta la Diocesi. Nella clausura, lontano dai riflettori, la sua vita diventa intercessione continua: per la Chiesa, per i sacerdoti, per i consacrati e per le vocazioni che il Signore continua a suscitare.

È uno scambio silenzioso ma reale: mentre la comunità la affida alla preghiera, lei stessa si fa voce orante per tutti, portando davanti a Dio le attese e le speranze di un popolo.