
Nel clima solenne e profondamente ecclesiale che ha segnato la celebrazione di chiusura del Giubileo diocesano, l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace apre già una nuova pagina del suo cammino. Al termine dell’Eucaristia, l’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago ha annunciato l’avvio della Visita pastorale, che prenderà ufficialmente inizio domenica 26 aprile 2026 dalla Basilica Concattedrale Santa Maria Assunta.
Un annuncio accolto come segno di continuità e di fiducia: la Visita pastorale nasce infatti nel solco dell’Anno giubilare della Speranza e del percorso sinodale che ha coinvolto l’intera Chiesa diocesana, chiamata a discernere insieme le strade del Vangelo nel tempo presente.
La conclusione del Giubileo non segna un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. La Visita pastorale si inserisce come sviluppo coerente di un anno che ha visto la diocesi riscoprirsi popolo in cammino, attraversando territori, comunità e storie personali con uno stile di ascolto, conversione e comunione.
Non si tratta di un appuntamento formale o straordinario, ma di un tempo ordinario vissuto in profondità evangelica, nel quale il Vescovo sceglie di incontrare le comunità là dove vivono, pregano, faticano e sperano.
«Mi farò pellegrino di speranza nella diocesi, con il desiderio di aiutare tutti a incontrare ancora di più il Signore, unica speranza che non delude». Le parole dell’Arcivescovo restituiscono il senso autentico della Visita pastorale: non un’ispezione, ma un andare incontro; non un controllo, ma un accompagnamento; non un atto amministrativo, ma un gesto pastorale e sinodale.
Il Vescovo si fa così compagno di viaggio del suo popolo, condividendone domande, attese e responsabilità, in uno stile di prossimità che interpreta in modo concreto la Chiesa come casa aperta e comunità in ascolto.
Nel solco del Giubileo, che ha insegnato a “mettere in cammino” la fede, la Visita pastorale rappresenterà un’occasione preziosa per rileggere la vita delle parrocchie e delle realtà ecclesiali alla luce della Parola di Dio. Sarà tempo per valorizzare i germogli di bene già presenti nei territori, rafforzare la comunione e rilanciare con coraggio la missione, in un contesto sociale che chiede segni credibili di speranza.
Un cammino che interpella presbiteri, consacrati e laici, chiamati a sentirsi corresponsabili di una Chiesa viva, capace di testimoniare il Vangelo nella storia concreta delle persone.
La celebrazione si è conclusa con l’affidamento alla Vergine Maria e ai santi patroni della diocesi: «Maria, speranza nostra, accompagni sempre il nostro pellegrinaggio di fede e i santi Vitaliano e Agazio rendano feconda la nostra speranza». Un’invocazione che diventa impegno e promessa, mentre la Chiesa di Catanzaro-Squillace si prepara ad accogliere il suo Pastore come pellegrino tra il suo popolo.
La Visita pastorale si annuncia così come un tempo di grazia, nel quale continuare, insieme, a scrivere pagine di Vangelo nella vita quotidiana delle comunità.

