L’ingresso di un nuovo parroco: segno di missione e comunione nella Chiesa

In questi giorni l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace sta vivendo un momento significativo della sua vita ecclesiale: l’avvicendamento dei parroci in numerose comunità, disposto dall’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago. Un passaggio che non si riduce a un semplice cambio di incarichi, ma che rappresenta un segno visibile del carattere missionario che anima la Chiesa, chiamata a rinnovarsi continuamente per annunciare con freschezza il Vangelo.

Il rito liturgico

L’ingresso di un nuovo parroco non è mai un atto formale, bensì un evento comunitario che si svolge nella cornice della celebrazione eucaristica, cuore della vita cristiana. Il rito prevede alcuni momenti centrali che esprimono il legame tra il nuovo pastore, la comunità e il vescovo che lo invia. Dopo il saluto iniziale, il vicario legge il decreto di nomina del nuovo parroco, accolto dall’assemblea con un corale “Rendiamo grazie a Dio”. Segue l’invito a presiedere la Messa in comunione con il vescovo e con l’intera Chiesa, ricordando i compiti fondamentali del ministero: annunciare la Parola, celebrare i sacramenti e testimoniare la carità di Cristo. Un gesto particolarmente significativo è l’aspersione con l’acqua benedetta: il nuovo parroco percorre la navata aspergendo i fedeli, segno di purificazione e rinnovata appartenenza a Cristo. Subito dopo incensa l’altare e, se presente, l’immagine del santo patrono, richiamando così la centralità dell’Eucaristia e la comunione con i testimoni della fede.

La professione di fede e le preghiere

Durante la celebrazione, il nuovo parroco proclama il Credo, che l’assemblea ripete in canto, a sottolineare l’unità della comunità nella stessa fede. Segue la preghiera dei fedeli, nella quale vengono si affidano al Signore le intenzioni per la Chiesa universale, per il nuovo parroco, per la comunità e in particolare per i giovani, perché possano scoprire la gioia del donarsi totalmente agli altri.

Una comunità in cammino

Al termine della celebrazione, i ringraziamenti e i saluti rendono evidente il clima di gioia che accompagna l’inizio di questo nuovo cammino. Il rito dell’ingresso non è dunque un semplice atto istituzionale, ma un momento di grazia: attraverso la guida del nuovo parroco, la comunità viene chiamata a rinnovarsi nella fede e nella missione, segno concreto che la Chiesa vive e opera, animata dallo Spirito, per condurre tutti all’incontro con Cristo.