
La lettera dell’Arcivescovo per l’inizio del cammino quaresimale
In occasione del Mercoledì delle Ceneri, l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, ha indirizzato alla Chiesa diocesana la tradizionale lettera per l’inizio della Quaresima, indicando alcune linee spirituali e pastorali per vivere questo tempo come autentico cammino di conversione.
Una prospettiva nuova per iniziare la Quaresima
Fin dalle prime righe, l’Arcivescovo invita a collocarsi nella giusta prospettiva: «all’inizio del cammino quaresimale occorre collocarsi nella giusta prospettiva per comprendere adeguatamente quanto il Signore ci illumina in questo tempo circa il peccato e la conversione».
Il punto di partenza, sottolinea Mons. Maniago, non è la constatazione del peccato dell’uomo, ma la proclamazione dell’amore di Dio: «Nella storia della salvezza, infatti, in primo piano e dall’inizio, sta sempre la proclamazione dell’amore di Dio e non la constatazione e la denuncia del peccato dell’uomo».
Il cuore di Dio prima del nostro cuore
Per questo la conversione cristiana non può ridursi a uno sforzo individuale o a un ripiegamento su sé stessi. «Non è il nostro cuore che dobbiamo comprendere prima di tutto, ma il cuore di Dio», scrive l’Arcivescovo, indicando nella Parola di Dio il primo luogo di ascolto e di rinnovamento.
Da qui nasce una conversione autentica, che è cambiamento di mentalità e di stile di vita: «Convertirsi, significa passare da un modo di gestire la propria vita a un’altro: dalla logica del possesso (una vita per me, una vita a mio vantaggio esclusivo, spesa solo per i miei interessi) alla logica del servizio e del dono (una vita aperta, una vita per gli altri, una vita donata)».
Digiuno, preghiera e carità: segni del primato di Dio
Il messaggio richiama quindi i tre segni tradizionali della Quaresima – digiuno, preghiera e carità – interpretandoli come espressioni concrete del primato di Dio.
«Non si digiuna perché le realtà create sono da disprezzare; si digiuna per testimoniare che tutto quello che abbiamo è dono di Dio». Allo stesso modo, la preghiera e la carità diventano segni visibili di una vita rinnovata dalla grazia.
Un cammino che coinvolge tutta l’Arcidiocesi
La lettera assume anche un tono pastorale e diocesano, indicando alcuni appuntamenti significativi del cammino quaresimale. Tra questi, l’apertura dell’anno giubilare per il IV centenario della presenza della Sacra Effigie della Madonna di Porto a Gimigliano (CZ), prevista per il 1° marzo, insieme a momenti di ritiro, celebrazioni penitenziali e iniziative di carità che coinvolgeranno l’intera Arcidiocesi.
Gioia e speranza per un tempo di grazia
«Iniziamo allora con gioia e speranza il nostro cammino quaresimale», scrive Mons. Maniago, affidando il percorso all’intercessione della Vergine Maria e dei santi della Chiesa locale e auspicando che questo tempo porti «tanti frutti di carità» e un rinnovato slancio di partecipazione nella vita delle comunità.
Un invito chiaro e intenso a vivere la Quaresima come tempo di grazia, nel quale lasciarsi raggiungere dall’amore di Dio per riscoprire una vita più autentica e donata.

