Quaresima, tempo da ritrovare

Una partecipazione attenta, composta e sentita ha accompagnato il Ritiro di Quaresima per i dirigenti scolastici e i docenti, promosso dall’Ufficio Pastorale Scolastica – Servizio IRC dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace e ospitato nella parrocchia “San Bruno e Beato Lanuino” in Pilinga di Gasperina (CZ). Un appuntamento che, nel cuore del tempo quaresimale, ha offerto al mondo della scuola uno spazio prezioso di sosta, preghiera e riflessione.

A guidare il pomeriggio è stato l’Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha tenuto una catechesi intensa e concreta sul significato autentico della Quaresima, invitando gli insegnanti a non ridurla a un’abitudine del calendario liturgico, ma a riscoprirla come tempo vero di conversione, di essenzialità e di ritorno al Vangelo.

Nel suo intervento, Mons. Maniago ha richiamato il valore spirituale di questi quaranta giorni, sottolineando come la Quaresima non sia una parentesi formale fatta di rinunce esteriori, ma un tempo favorevole per rientrare in sé stessi, fare verità nella propria vita e lasciarsi rinnovare dalla Parola di Dio. È un itinerario che chiede autenticità, silenzio interiore e disponibilità a lasciarsi cambiare.

L’Arcivescovo ha insistito soprattutto sulla necessità di ritrovare il nucleo profondo di questo tempo liturgico: non un insieme di pratiche da osservare per consuetudine, ma un’occasione per rimettere ordine nelle priorità, per liberarsi dal superfluo e per tornare a ciò che conta davvero. In questa prospettiva, la Quaresima diventa scuola di discernimento, esercizio di libertà e preparazione vera alla Pasqua.

Il riferimento al mondo della scuola è stato centrale. Mons. Maniago ha parlato a dirigenti e docenti partendo dalla loro responsabilità educativa quotidiana, spesso segnata da fatiche, urgenze e cambiamenti rapidi. Proprio per questo, ha lasciato emergere un invito chiaro: vivere anche il servizio scolastico come luogo in cui la persona viene accompagnata non solo nell’apprendimento, ma nella crescita umana, relazionale e spirituale.

Agli insegnanti è stato ricordato che educare non coincide soltanto con il trasmettere contenuti o competenze. C’è una dimensione più profonda del loro compito, che consiste nel saper stare accanto ai ragazzi, nel custodire domande, nel favorire percorsi di senso. In un tempo spesso attraversato da disorientamento e fragilità, il mondo della scuola può diventare davvero uno spazio in cui si impara a distinguere l’essenziale dal marginale, la verità dall’apparenza, la speranza dalla rassegnazione.

Il ritiro si è svolto in un clima di raccoglimento e fraternità, secondo un programma semplice ma denso: il ritrovo, la meditazione guidata dall’Arcivescovo e la celebrazione Eucaristica conclusiva. Una scansione sobria, capace però di favorire ascolto, interiorità e condivisione.

La partecipazione numerosa ha confermato quanto sia avvertita, anche nel mondo scolastico, l’esigenza di momenti che aiutino a rileggere il proprio servizio alla luce della fede. Per molti dei presenti è stata l’occasione per fermarsi, sottrarsi almeno per qualche ora al ritmo incalzante degli impegni e ritrovare il senso di una vocazione educativa che non può vivere solo di programmazioni, scadenze e risultati.

Il pomeriggio ha così consegnato un messaggio semplice e forte: la Quaresima resta un tempo da vivere con serietà e verità, come possibilità di rinnovamento personale e comunitario. E chi opera nella scuola, proprio per il ruolo che svolge accanto alle giovani generazioni, è chiamato forse più di altri a lasciarsi interrogare da questo appello.

Nel cammino verso la Pasqua, il ritiro promosso dall’Ufficio Pastorale Scolastica e dal Servizio IRC si è rivelato allora non soltanto un appuntamento formativo, ma un’occasione concreta per riscoprire che educare, alla radice, significa anche testimoniare una speranza affidabile. Ed è proprio da qui che la Quaresima può tornare a essere, per tutti, un tempo da ritrovare.