“Se questo è accaduto, è accaduto per te”: S.E. Mons. Maniago apre la Settimana Santa

Con la celebrazione della Domenica delle Palme, l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, ha aperto il cammino della Settimana Santa, invitando la comunità diocesana a vivere giorni decisivi per la fede con uno sguardo rinnovato e consapevole.

«È un momento importante», ha esordito nell’omelia, richiamando il valore di un appuntamento che ogni anno segna il cuore della vita cristiana. La Settimana Santa, infatti, non è solo memoria, ma esperienza viva, da attraversare con attenzione e partecipazione.

Mons. Maniago ha sottolineato come il racconto della passione, in particolare nel Vangelo secondo Matteo, sia ricco di dettagli: ogni gesto, ogni parola, ogni personaggio contribuisce a restituire la profondità di ciò che Cristo ha vissuto. Da qui l’invito a non lasciarsi sfuggire nulla, ma ad ascoltare con cura ciò che il Signore continua a dire oggi.

Accanto all’attenzione, l’Arcivescovo ha indicato la gioia come chiave di lettura della celebrazione. Una gioia che non ignora il dramma della croce, ma lo attraversa alla luce della presenza di Gesù.

La processione con i rami d’ulivo diventa così segno concreto di un popolo in cammino, che riconosce Cristo come compagno di strada. È una gioia sobria, ma autentica, che nasce dalla consapevolezza di non essere soli.

Il passaggio più incisivo dell’omelia ha posto l’accento sulla dimensione personale della salvezza. «Se questo è accaduto, è accaduto per te», ha ricordato Mons. Maniago, sintetizzando il cuore del mistero pasquale.

Dalla passione alla croce, fino alla risurrezione, tutto parla di un amore che riguarda ciascuno. Anche i gesti del Triduo, come la lavanda dei piedi, rivelano un Dio che si china sull’uomo e lo raggiunge nella concretezza della sua vita.

La riflessione si è poi soffermata sulla condizione umana, segnata da una tensione costante tra bene e male. «La nostra vita è attratta da due grandi forze», ha osservato l’Arcivescovo, riconoscendo le difficoltà e le contraddizioni che attraversano l’esistenza personale e familiare.

Ma proprio in questa realtà si inserisce la forza della grazia: le parole dell’apostolo Paolo di Tarso ricordano che Cristo si è fatto vicino, condividendo la fragilità umana per offrire una possibilità concreta di riscatto.

L’invito finale è stato quello di entrare nella Settimana Santa con il cuore aperto, lasciandosi guidare dalla meditazione della passione per giungere alla luce della Pasqua.

Il cammino che si apre conduce infatti al sepolcro vuoto, segno di una vittoria che non cancella il dolore ma lo trasfigura, annunciando una vita nuova. È qui che la fede trova il suo fondamento: in un Cristo che continua a dire, oggi come allora, “sono risorto per te”.