Dalla sabbia del deserto alla luce del sepolcro

Viviamo giorni frenetici, segnati da continui aggiornamenti e da cambiamenti spesso superficiali. In questo scenario, la Quaresima si presenta come una sosta necessaria, un tempo per “respirare” davvero. Non una pausa evasiva, ma un silenzio fecondo che rimette ordine, chiarisce le priorità, riconcilia le relazioni e riapre alla speranza. È il bisogno profondo di salvezza che abita il cuore dell’uomo e che la Chiesa, ancora una volta, accoglie e interpreta.

Come ricorda S.E. Mons. Claudio Maniago, la Quaresima non è frutto di uno sforzo volontaristico, ma nasce dalla decisione di porsi in ascolto di Dio e lasciarsi cambiare da Lui. È l’ingresso consapevole in una storia di salvezza che la liturgia domenicale annuncia e rende viva.

Il Sussidio catechetico per il Tempo di Quaresima-Pasqua (Anno liturgico A 2025-2026), curato dall’Ufficio Catechistico Diocesano, si offre come strumento concreto a servizio delle comunità parrocchiali e, in particolare, dell’Iniziazione Cristiana. Radicato nella vita reale delle parrocchie, esso sostiene un cammino di crescita nella fede lungo tutte le stagioni della vita.

L’accento è posto sulla dimensione comunitaria: nessuno si salva da solo. La conversione cristiana è un percorso condiviso, fatto di passi comuni, di ascolto reciproco, di fraternità vissuta. È insieme che si attraversa il deserto e insieme che si giunge alla luce della Pasqua.

Come sottolinea nell’introduzione don Ferdinando Fodaro, il cammino quaresimale proposto è un vero itinerario di liberazione che conduce al cuore dell’esperienza cristiana: accogliere l’amore del Padre nella Pasqua di Cristo. In sintonia con il mandato sinodale dei Vescovi, il Sussidio valorizza una catechesi inclusiva, kerygmatica, narrativa ed esperienziale.

A guidare le tappe di questo percorso saranno cinque figure femminili del Vangelo: donne concrete, segnate da scelte coraggiose e da una fede incarnata. Le loro storie diventano specchio e provocazione, aiutando ragazzi, giovani e adulti a interrogarsi sul senso della vita e sulle decisioni necessarie per accogliere la gioia della Pasqua.

Preghiera, digiuno ed elemosina non sono proposte accessorie, ma una vera “palestra spirituale” che educa all’essenzialità, al dono e alla relazione viva con Dio. La meta non si esaurisce nella Veglia Pasquale: all’ombra del cero pasquale inizia un cammino nuovo, orientato a vivere la quotidianità con lo sguardo di Dio.

Il passaggio dalla sabbia del deserto alla luce del sepolcro vuoto diventa così immagine di una trasformazione possibile: dalla paura alla libertà, dal buio alla verità che non delude, dallo smarrimento alla speranza. Un invito rivolto a tutta la comunità ecclesiale a lasciarsi condurre, ancora una volta, verso la gioia del Cristo Risorto.

Dalla sabbia del deserto alla luce del sepolcro

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