Il Signore non ci lascia soli

A Torre di Ruggiero il pellegrinaggio diocesano dell’Ascensione

Nel giorno dell’Ascensione del Signore, il Santuario della “Madonna delle Grazie” di Torre di Ruggiero (CZ) ha accolto il tradizionale pellegrinaggio diocesano, appuntamento ormai radicato nella vita spirituale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Una giornata intensa di preghiera e partecipazione, vissuta nel segno della fede popolare e della devozione mariana, culminata nella celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago.

Nella sua omelia, Mons. Maniago ha offerto una riflessione profonda sul significato dell’Ascensione, invitando i fedeli a riscoprire una fede concreta, capace di leggere la presenza di Dio nella vita ordinaria. La solennità dell’Ascensione, ha spiegato, non rappresenta l’addio di Cristo all’umanità, ma il compimento di una presenza nuova e universale: “Il Signore sparisce dalla vista dei suoi per essere più presente dappertutto”.

L’Arcivescovo ha richiamato il cuore del Vangelo di Matteo, sottolineando come Gesù, prima di ascendere al cielo, lasci ai discepoli non uno spettacolo straordinario, ma una consegna precisa: vivere la fede dentro la storia, senza rincorrere segni clamorosi o “effetti speciali”. “Dio – ha ricordato – si manifesta nelle cose ordinarie, nella vita di tutti i giorni”.

Un passaggio particolarmente intenso dell’omelia ha riguardato il rapporto personale con Cristo. Mons. Maniago ha descritto Gesù come “un amico vero”, che parla al cuore dell’uomo attraverso il Vangelo e continua ad accompagnare il cammino dell’umanità: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Parole che l’Arcivescovo ha definito “un tesoro prezioso da custodire”, soprattutto in un tempo segnato da guerre, paure e smarrimento.

L’omelia ha assunto anche il tono di un forte richiamo alla autenticità della fede. Con parole molto dirette, il presule ha messo in guardia da ogni forma di religiosità apparente o strumentale: “Non si può usare Dio per i propri interessi”. Un riferimento chiaro a quelle contraddizioni che talvolta vedono convivere pratiche religiose esteriori e comportamenti lontani dal Vangelo. “Il Signore ascolta la verità del nostro cuore”, ha ammonito, ricordando che la fede autentica conduce sempre al bene comune e alla giustizia.

Al centro della riflessione anche l’Eucaristia, indicata come il segno concreto della presenza viva di Cristo nella Chiesa. “Come potrebbe parlarci – ha domandato l’Arcivescovo – se non fosse presente?”. Una presenza che si rende vicina anche nella preghiera semplice e silenziosa del credente, nelle fatiche quotidiane e nelle speranze custodite nel cuore.

Nel clima del pellegrinaggio diocesano, mons. Maniago ha poi richiamato il ruolo di Maria, indicandola come colei che continua a mostrare il Figlio all’umanità. Soffermandosi sull’immagine venerata nel santuario, ha evidenziato la forza del gesto materno della Vergine che “non trattiene il Bambino per sé, ma lo offre allo sguardo del popolo”, quasi a ripetere ancora oggi: “Questo è il Figlio di Dio, ascoltatelo”.

La giornata vissuta a Torre di Ruggiero si è così trasformata in una testimonianza concreta di fede condivisa e di appartenenza ecclesiale. Un pellegrinaggio che continua a custodire il valore di una tradizione capace di unire generazioni diverse attorno alla preghiera, alla Parola e alla presenza del Signore nella storia degli uomini.