Custodire il canto della fede

Nel silenzio carico di spiritualità del Santuario Regionale di “Santa Maria del Bosco” in Serra San Bruno (VV), la tradizione si è fatta ancora una volta preghiera viva. La comunità del Santuario e i numerosi fedeli presenti hanno vissuto una serata intensa e partecipata durante il canto dell’Ufficio di San Bruno, celebrato secondo l’antica consuetudine nei nove giorni che precedono la Festa della Traslazione delle ossa del Santo fondatore della Certosa.

A rendere ancora più significativo il momento è stata la presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, che nel giorno della Solennità dell’Ascensione ha condiviso con i presenti una profonda riflessione sul senso autentico della tradizione cristiana.

Nella sua riflessione, Mons. Maniago ha invitato i fedeli a non considerare il canto dell’Ufficio come una semplice ripetizione rituale, ma come un’esperienza viva di comunione ecclesiale e di testimonianza evangelica.

«Cantare insieme, cantare l’Ufficio, cioè le lodi del Signore, cantare con la Parola di Dio, facendo memoria di un grande Santo come San Bruno — ha affermato — significa fare memoria di ciò che Gesù vuole da noi».

Parole che hanno trovato eco nella particolare atmosfera del Santuario, luogo profondamente legato alla spiritualità brunoniana e alla memoria di San Bruno, che proprio nelle Serre calabresi scelse il silenzio, la preghiera e la contemplazione come via per cercare Dio.

Uno dei passaggi più intensi della riflessione è stato l’invito rivolto alla comunità a custodire non soltanto il rito, ma soprattutto lo spirito che lo anima.

«Custodite questa tradizione — ha detto l’Arcivescovo — ma soprattutto custodite nello Spirito ciò che dà valore a questa tradizione».

Il riferimento è apparso chiaro: una tradizione autenticamente cristiana non vive di nostalgia o folclore, ma della capacità di generare ancora fede, comunione e annuncio. In questo senso, il canto dell’Ufficio diventa un gesto che unisce memoria e missione, passato e presente, contemplazione e testimonianza.

Nel richiamare le parole di Gesù “Fate questo in memoria di me”, mons. Maniago ha affidato ai presenti quasi un mandato spirituale: continuare a cantare insieme perché il canto della Chiesa possa raggiungere il cuore degli uomini.

«Cantate l’Ufficio insieme — ha concluso — perché così sarete membra vive del Corpo di Cristo che è la Chiesa».

Un invito accolto con commozione dai fedeli, consapevoli di custodire una tradizione antica che continua ancora oggi a parlare al presente e a offrire, nel cuore della Calabria, un segno concreto di fede condivisa.

Mentre la comunità si prepara alla Festa della Traslazione di San Bruno, la serata vissuta a Santa Maria del Bosco rimane come un richiamo forte a vivere la tradizione non come semplice eredità del passato, ma come esperienza viva di Chiesa, capace di trasformare il canto in preghiera e la preghiera in testimonianza.

Raffaele Timpano