
Si è svolto venerdì 3 luglio, alle ore 18.30, presso la parrocchia “Madonna del Rosario” di San Sostene Marina (CZ), l’incontro «L’Arcivescovo Claudio Maniago incontra le cattedre priorali delle confraternite», promosso dall’Unione Diocesana delle Confraternite dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace e dal Delegato Arcivescovile per le Confraternite, don Vincenzo Schiavello.
Numerosa la partecipazione dei priori e dei componenti delle cattedre priorali provenienti dalle confraternite dell’Arcidiocesi, riuniti per vivere un momento di formazione, ascolto e dialogo con il proprio Pastore.
Il saluto di don Vincenzo Schiavello
Ad aprire l’incontro è stato don Vincenzo Schiavello che, dopo aver rivolto il saluto all’Arcivescovo e ai presenti, ha richiamato alcuni passaggi del magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV sul valore della pietà popolare e della fraternità.
Ha quindi invitato tutti a vivere pienamente il tempo presente, senza rimanere prigionieri della nostalgia del passato né dell’ansia per il futuro: è nell’oggi che il Signore chiama le confraternite a testimoniare il Vangelo. Ha ricordato come esse siano chiamate a custodire la pietà popolare vivendo una fraternità autentica e ha sottolineato l’importanza della formazione, ribadendo che «per formare bisogna prima formarsi», con l’auspicio che l’incontro possa rappresentare l’avvio di un cammino stabile di crescita condivisa.
Il saluto del presidente dell’Unione Diocesana
Successivamente è intervenuto il presidente dell’Unione Diocesana delle Confraternite, che ha portato il proprio saluto ringraziando l’Arcivescovo per la disponibilità ad incontrare personalmente i responsabili delle confraternite e sottolineando il valore ecclesiale del momento di comunione.
«Diventate ciò che siete»: la missione delle confraternite
Il cuore della serata è stato l’intervento dell’Arcivescovo Claudio Maniago, che ha offerto una riflessione sull’identità e sulla missione delle confraternite nella Chiesa di oggi. Con l’espressione «diventate ciò che siete», ha invitato i presenti a riscoprire la propria vocazione di fraternità cristiane, chiamate ad essere segno vivo del Vangelo nella vita delle comunità.
Le confraternite, ha ricordato, riflettono la bellezza di Cristo, da cui deriva ogni loro valore; la loro identità nasce dalla devozione all’Eucaristia, alla Vergine Maria e ai santi. In questo senso, ha richiamato l’importanza del “nutrimento spirituale” delle confraternite e della cura del loro spirito originario, sottolineando come esse siano aggregazioni di fedeli regolate da uno statuto e chiamate a vivere una comunione autentica e ordinata.
Tradizione, comunione e servizio
L’Arcivescovo ha ribadito che le confraternite non possono limitarsi ad essere custodi di tradizioni o organizzatrici di celebrazioni, ma devono diventare luoghi in cui il Vangelo prende forma nella vita quotidiana, attraverso la preghiera, la carità e il servizio.
«Le confraternite hanno ancora qualcosa da dire al mondo di oggi», ha affermato, invitando a non cedere alla nostalgia del passato: «Non siete chiamati a custodire un museo di tradizioni, ma a rendere vivo il Vangelo nella storia di oggi».
Più volte mons. Maniago ha richiamato il valore della comunione con il Vescovo e con i parroci, ricordando che ogni responsabilità all’interno delle confraternite è anzitutto un servizio e non un motivo di prestigio personale. Ha inoltre sottolineato che i beni delle confraternite appartengono alla Chiesa e non ai singoli responsabili, e devono essere amministrati con prudenza, nel rispetto delle norme ecclesiastiche e civili.
Anche gli archivi e i registri rappresentano un patrimonio prezioso della memoria della pietà popolare e della vita confraternale, e vanno custoditi e trasmessi con cura alle generazioni future.
Ha inoltre evidenziato l’importanza della custodia del patrimonio storico, artistico e devozionale affidato alle confraternite, invitando a prendersene cura con senso di responsabilità e in piena comunione con la Chiesa.
Il dialogo sulle sfide del presente
Particolarmente significativa è stata la fase di dialogo che ha seguito la relazione. Diversi priori e membri delle cattedre priorali hanno condiviso esperienze e riflessioni sulle sfide della vita confraternale: il ricambio generazionale, la diminuzione della partecipazione, il rischio di un’appartenenza superficiale o di protagonismo, le difficoltà nella gestione dei beni e delle chiese, il rapporto tra tradizione popolare ed evangelizzazione e la necessità di rafforzare i percorsi formativi.
Rispondendo agli interventi, l’Arcivescovo ha invitato a leggere con fiducia il tempo presente. Le difficoltà delle confraternite, ha osservato, sono le stesse che attraversano la Chiesa e la società: calo della partecipazione, individualismo e fragilità delle relazioni.
«Non possiamo vivere di nostalgia guardando le fotografie del passato. Il mondo è cambiato e anche le confraternite sono chiamate a vivere pienamente questo tempo», ha affermato.
La risposta, ha aggiunto, non può essere lo scoraggiamento: «Prima delle cose da fare viene ciò che siamo». La credibilità delle confraternite nasce dalla testimonianza concreta del Vangelo vissuto, dalla capacità di accogliere, condividere e servire.
Le feste patronali come occasione di evangelizzazione
Mons. Maniago ha poi richiamato il significato autentico delle feste patronali e delle manifestazioni della pietà popolare, che devono rimanere occasioni di evangelizzazione e non ridursi a eventi esteriori o mondani. Anche la bellezza delle tradizioni trova senso solo quando conduce all’incontro con Cristo e rafforza la comunione ecclesiale.
L’invito conclusivo: riscoprire la propria identità
Concludendo l’incontro, l’Arcivescovo ha espresso gratitudine per il clima di ascolto e confronto, incoraggiando i presenti a proseguire con entusiasmo il proprio servizio nelle comunità. Il messaggio centrale può essere riassunto ancora nelle parole che hanno guidato l’intera riflessione: «Diventate ciò che siete». Solo riscoprendo ogni giorno la propria identità di fratelli chiamati a vivere il Vangelo nella concretezza della vita, le confraternite potranno continuare ad essere una presenza viva, feconda e credibile nella Chiesa e nella società.
L’impegno dell’Unione Diocesana delle Confraternite
La serata si è conclusa con il saluto di don Vincenzo Schiavello, che ha espresso gratitudine all’Arcivescovo e ai partecipanti, rinnovando l’impegno dell’Unione Diocesana delle Confraternite a promuovere nuovi momenti di formazione e comunione, affinché le confraternite continuino ad essere una presenza viva, fedele al Vangelo e sempre più inserita nella vita della Chiesa e del territorio.

