
Verificare quanto è stato fatto, condividere prospettive e difficoltà, provare soprattutto a camminare nella stessa direzione. Con questo spirito i responsabili degli organismi pastorali dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace si sono ritrovati al Centro giovanile diocesano “Oikos” di Roccelletta di Borgia (CZ) per l’annuale incontro di verifica e programmazione.
Direttori, vicedirettori, coordinatori e assistenti degli Uffici e dei Servizi diocesani hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sul percorso dell’anno pastorale appena concluso e di iniziare a delineare gli orientamenti e le priorità per il 2026-2027.
A convocare l’incontro è stato don Ivan Rauti, delegato episcopale per la pastorale, con l’obiettivo di favorire un confronto capace di andare oltre la semplice organizzazione delle attività e degli appuntamenti.
Verificare per progettare
Ogni programmazione autenticamente pastorale nasce dalla capacità di rileggere il cammino compiuto.
Per questo il primo momento dell’incontro è stato dedicato alla verifica dell’anno 2025-2026, offrendo ai responsabili degli organismi diocesani l’opportunità di condividere esperienze, progetti e prospettive.
Lo sguardo si è quindi rivolto al nuovo anno pastorale, con la necessità di individuare percorsi comuni e di favorire una maggiore collaborazione tra Uffici e Servizi.
Un’esigenza che riguarda anche il calendario delle iniziative diocesane. Evitare sovrapposizioni, condividere per tempo gli appuntamenti e conoscere le proposte delle diverse realtà significa, infatti, rendere più efficace il servizio alla comunità ecclesiale.
Due percorsi per la Chiesa diocesana
Il nuovo anno pastorale sarà caratterizzato in particolare da due importanti cammini.
Il primo è la Visita pastorale dell’Arcivescovo Mons. Claudio Maniago, iniziata nel mese di aprile e destinata a proseguire da settembre nelle comunità dell’Arcidiocesi.
Il secondo è il Cammino di discernimento sull’Iniziazione cristiana, già avviato e strettamente legato al percorso sinodale delle Chiese in Italia. Un cammino che avrà un momento particolarmente significativo nell’Assemblea diocesana del prossimo 12 settembre.
Due percorsi distinti ma profondamente intrecciati, chiamati a orientare anche il lavoro degli organismi pastorali.
Superare la frammentazione
È proprio questa una delle sfide che attendono la comunità diocesana: imparare sempre più a progettare e lavorare insieme.
La ricchezza delle competenze e delle esperienze presenti nei diversi Uffici e Servizi rischia infatti di perdere parte della propria efficacia quando ogni realtà procede separatamente dalle altre.
L’incontro di Roccelletta ha ricordato la necessità di superare ogni autoreferenzialità per costruire una pastorale capace di condividere obiettivi, percorsi e strumenti.
Non si tratta di cancellare le specificità dei singoli ambiti, ma di metterle in relazione all’interno di un progetto ecclesiale comune.
Il metodo della sinodalità
Ascolto, confronto, discernimento e corresponsabilità diventano così non soltanto parole da richiamare, ma uno stile da tradurre concretamente nella vita della Chiesa.
L’appuntamento degli organismi pastorali ha rappresentato un primo passo verso la programmazione del nuovo anno. Il lavoro proseguirà nei prossimi mesi con la definizione del calendario e delle diverse iniziative.
Resta però la direzione indicata dall’incontro: una Chiesa capace di interrogarsi sul cammino compiuto, di ascoltare le domande che arrivano dalle comunità e di progettare il futuro senza procedere in ordine sparso.
Perché anche la programmazione pastorale, prima ancora di essere una questione di date e appuntamenti, è un esercizio concreto di comunione.

