ACR, la gioia punta in alto

«Sempre allegri. Verso l’alto con Pier Giorgio». Più che uno slogan, è diventato il filo conduttore di alcuni giorni vissuti tra amicizia, gioco, preghiera e scoperta della fede. Si è concluso domenica 30 agosto, a Torre di Ruggiero (CZ), il Campo diocesano dell’Azione Cattolica Ragazzi dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, che ha riunito quasi quaranta ragazzi provenienti dalle diverse realtà del territorio diocesano.

Accanto a loro gli educatori e, per la prima volta, anche i nuovi aiuto-animatori: ragazzi dell’ACR ormai prossimi al passaggio nel settore giovani e giovanissimi che hanno scelto di mettersi in gioco affiancando i più piccoli. Un’esperienza che ha così assunto anche il valore della responsabilità e del servizio, nella continuità del cammino associativo.

Al centro del Campo la figura di san Pier Giorgio Frassati e quell’invito a vivere una vita piena, capace di puntare «verso l’alto». I ragazzi sono stati accompagnati a scoprire meglio se stessi, la bellezza dello stare insieme e la possibilità di diventare protagonisti della vita associativa.

Un momento particolarmente significativo è stato l’incontro con l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha condiviso con i partecipanti alcuni momenti di riflessione, aiutandoli a soffermarsi sul valore del coraggio e della fede.

Il percorso educativo ha utilizzato anche il linguaggio del cinema d’animazione. Karl e Russell, protagonisti di “Up”, hanno accompagnato idealmente i ragazzi in un’avventura fatta di giochi, sfide e scoperte. Come due esploratori inizialmente improvvisati, i personaggi imparano a diventare squadra. E proprio il moschettone, richiamo alla passione per la montagna di Pier Giorgio Frassati, è diventato il simbolo di legami capaci di sostenere la salita.

Partire per una nuova avventura non significa cancellare ciò che si è stati. Significa, piuttosto, imparare a guardare la propria storia con occhi nuovi. «La gioia della vetta è scoprirti cambiato», recitava l’inno scelto per il Campo.

La costanza di Karl nel mantenere una promessa è stata accostata alla fedeltà di Pier Giorgio e, più profondamente, alla promessa della vita cristiana: quella che nasce nel Battesimo e si rinnova nella Cresima, nell’affidarsi a Dio, seguirlo e testimoniarlo nella quotidianità.

Una proposta che ha cercato di parlare ai ragazzi con linguaggi vicini alla loro esperienza, senza rinunciare alla profondità dell’annuncio cristiano.

A guidare il momento del “deserto” è stato don Gianluca Russo, assistente diocesano ACR, presente durante tutto il Campo per accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita nella fede.

Parola di Dio e linguaggio contemporaneo si sono incontrati attraverso la musica, le emozioni e persino la realizzazione di un TikTok di gruppo. Un modo originale per mostrare che spiritualità e modernità non devono necessariamente viaggiare su strade separate e che anche gli strumenti della comunicazione quotidiana possono diventare occasione di condivisione.

Preghiera e meditazione hanno trovato spazio accanto al gioco e alla creatività. Gli stessi ragazzi hanno realizzato autonomamente una coreografia per accompagnare l’inno del Campo, diventando non semplici destinatari delle attività, ma protagonisti dell’esperienza.

Ed è forse proprio qui che si raccoglie il significato più autentico dei giorni trascorsi a Torre di Ruggiero: imparare a fare spazio all’altro. Alla sua diversità, alle sue capacità, alle sue fragilità.

Perché la diversità può diventare completezza, la perseveranza può trasformarsi in unione e l’aiuto reciproco può generare quella gioia che ha accompagnato l’intero Campo. Una piccola scuola di vita cristiana nella quale i ragazzi hanno sperimentato qualcosa di semplice e, insieme, decisivo: da soli si può forse camminare più velocemente, ma è insieme che si può davvero andare lontano.