La Giornata Diocesana dei Migranti nel segno dell’accoglienza

Una celebrazione nel segno della fede, dell’accoglienza e dell’incontro tra popoli. Sabato 22 agosto 2026, nella chiesa di “San Rocco” della parrocchia “Santa Maria delle Nevi” di Girifalco (CZ), l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, ha presieduto la Santa Messa in occasione della Giornata Diocesana dei Migranti e del Sociale.

Ad accoglierlo il parroco, don Francesantonio De Gori, insieme ad alcuni sacerdoti e ai membri della Commissione Migrantes diocesana. Tra i presenti anche don Piero Puglisi, presidente della Fondazione “Città Solidale”; don Gregorio Aiello, coordinatore della missione per gli italiani in Belgio; il sindaco di Girifalco, il viceprefetto di Catanzaro e il comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

La chiesa era gremita di fedeli: residenti di Girifalco, girifalcesi che vivono lontano e sono rientrati nel paese per il periodo estivo, insieme alle persone accolte nel Centro SAI “L’Approdo”.

A rendere particolarmente significativa la celebrazione è stato il Battesimo di Noel e Giorgio, due ragazzi di origine camerunese che vivono con la loro mamma nel Centro SAI di Girifalco.

All’inizio della Messa, il direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano, don Grégoire Nsabimana, ha salutato gli ospiti e le autorità presenti, illustrando il significato della Giornata.

Proprio dalla richiesta della madre dei due ragazzi, che alla domanda su cosa chiedesse alla Chiesa di Dio aveva risposto «il Battesimo», Mons. Maniago ha preso spunto per la sua omelia.

L’Arcivescovo ha richiamato il significato profondo dell’identità cristiana: il desiderio di appartenere alla famiglia di Dio, che è la Chiesa, e di vivere e crescere nella fede.

Al centro della riflessione la domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli nel Vangelo: «Ma voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15).

Una domanda alla quale, ha ricordato l’Arcivescovo, il cristiano risponde non soltanto con le parole, ma attraverso la propria vita di fede. Anche gesti semplici, come segnarsi con l’acqua santa entrando in chiesa, richiamano la grazia ricevuta nel Battesimo e l’appartenenza alla comunità cristiana.

Essere battezzati significa riconoscere in Gesù il Signore della propria vita, il proprio futuro e il riferimento fondamentale dell’esistenza.

La Giornata diocesana è diventata così anche un’occasione per riaffermare il valore della solidarietà e, in particolare, della responsabilità verso i più piccoli.

Mons. Maniago ha sottolineato come la comunità cristiana sia chiamata a dire il proprio “sì” al segno di Dio impresso nella vita dei bambini attraverso il Battesimo e, allo stesso tempo, a tradurre la fede in gesti concreti di fraternità.

Non accogliere i bambini e non garantire loro «una vita buona, un’educazione seria e una crescita degna», ha evidenziato l’arcivescovo, rappresenta una grave mancanza davanti a Dio.

La celebrazione della Giornata dei Migranti e del Sociale diventa quindi una professione di fede che richiama quella di Pietro e invita ogni cristiano a essere “pietra”, forza viva nella costruzione della Chiesa.

Al termine dell’omelia, Mons. Maniago ha celebrato il Battesimo di Noel e Giorgio.

La mamma dei ragazzi, insieme alle madrine, operatrici del Centro SAI “L’Approdo”, e all’intera assemblea, ha professato la fede. La comunità ha quindi accolto con gioia i due ragazzi nella Chiesa attraverso il sacramento del Battesimo.

Un momento particolarmente intenso che ha reso visibile il messaggio centrale dell’intera giornata: una comunità cristiana capace di riconoscere nell’altro un fratello e di trasformare l’accoglienza in esperienza concreta di comunione.

Prima della benedizione finale, don Gregorio Aiello ha portato la propria testimonianza di sacerdote impegnato nell’accompagnamento pastorale degli italiani residenti in Belgio.

Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della comunità parrocchiale, chiamata ad accogliere con affetto i propri figli emigrati quando tornano nei luoghi di origine e, nello stesso tempo, ad aprire le porte a chi arriva da altri Paesi alla ricerca di una vita migliore.

Don Francesantonio De Gori ha inoltre letto il messaggio di don Mimmo Basile, missionario impegnato in Svizzera, creando idealmente un ponte tra le comunità italiane all’estero e quella riunita a Girifalco.

La Giornata diocesana dei migranti si è conclusa nell’ex asilo parrocchiale con un momento di condivisione e convivialità tra i partecipanti.

Una giornata che, attraverso la celebrazione Eucaristica, il Battesimo dei due ragazzi e le testimonianze dei sacerdoti impegnati nella pastorale migratoria, ha ricordato come migrazione, accoglienza e fede possano incontrarsi nella vita concreta di una comunità.