“Tu cosa doni?”: a Serra San Bruno i giovani si interrogano sul valore della libertà e del dono

Un’occasione per fermarsi, ascoltarsi e riscoprire il valore autentico della propria vita, delle relazioni e delle scelte quotidiane. Presso la parrocchia di “San Biagio”, a Serra San Bruno (VV), si è svolto il primo dei cinque incontri del percorso “Tu cosa doni?”, promosso dalla Pastorale Vocazionale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace.

All’appuntamento hanno preso parte alcuni giovani della Forania di Serra San Bruno, insieme alla responsabile della Pastorale Giovanile, Ilaria Badolato, condividendo un momento di riflessione e dialogo in un clima di semplicità, sincerità e ascolto reciproco.

A guidare il confronto è stata una domanda tratta dal sussidio mensile dell’Arcidiocesi: «Che cosa possiedi, che in verità ti possiede?». Un interrogativo che invita a guardare dentro la propria esistenza, riconoscendo quanto spesso ciò che si ritiene di possedere finisca, in realtà, per condizionare la libertà personale, le relazioni e le scelte.

In una società che tende a misurare il valore delle persone attraverso ciò che hanno, conquistano o mostrano, la proposta della Pastorale Vocazionale apre uno spazio per interrogarsi su ciò che conta davvero. Non soltanto le cose materiali, ma anche le aspettative, le paure, il bisogno di approvazione e le sicurezze alle quali ci si aggrappa possono diventare ostacoli alla libertà di donarsi.

È proprio in questa prospettiva che il cammino “Tu cosa doni?” assume una particolare valenza vocazionale. La vocazione, infatti, non riguarda esclusivamente una scelta di vita o un ministero ecclesiale, ma interpella ogni giovane nella sua capacità di riconoscere i doni ricevuti e di metterli a servizio degli altri.

L’incontro di Serra San Bruno ha privilegiato il linguaggio della condivisione, senza risposte preconfezionate, lasciando spazio alle domande e all’esperienza personale. Un piccolo ma significativo esercizio di discernimento, nella consapevolezza che la fede cresce anche attraverso l’ascolto e il confronto fraterno.

Il primo appuntamento apre così un itinerario di cinque incontri che intende accompagnare i giovani a scoprire come la vera ricchezza della vita non consista soltanto in ciò che si possiede, ma soprattutto in ciò che si è capaci di donare.

Un invito a vivere la propria libertà non come possesso di sé, ma come disponibilità all’incontro, alla relazione e alla chiamata di Dio, che continua a parlare alla vita di ciascuno.