Calabria, un’Alleanza per il Bene Comune

Mettere insieme competenze, responsabilità e sensibilità diverse per affrontare le sfide del territorio, superando frammentazioni e individualismi. È questa la prospettiva da cui prende forma l’Alleanza per il Bene Comune in Calabria, il progetto promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC) dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, ufficialmente avviato con la sottoscrizione del protocollo generale di collaborazione e l’insediamento della Cabina di Regia.

Un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza che le difficoltà della Calabria, dalle disuguaglianze sociali alla carenza di opportunità, richiedono uno sforzo comune e una rinnovata capacità di dialogo tra istituzioni, professioni e realtà associative.

A sottoscrivere il protocollo sono stati i cinque soggetti che compongono il Gruppo Pilota dell’Alleanza: l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, presieduta da Amedeo Mormile; la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, guidata da Pietro Falbo; il MEIC diocesano, presieduto dall’avvocato Luigi Bulotta; l’Unione Giuristi Cattolici Italiani, con il presidente Pantaleone Pallone; e l’Associazione Medici Cattolici Italiani, rappresentata dal presidente Francesco Daffinà.

Cinque realtà con competenze differenti, chiamate a condividere un percorso che guarda alla crescita civile, economica e sociale del territorio.

Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, che ha espresso apprezzamento per il progetto, riconoscendovi una concreta applicazione del principio costituzionale di sussidiarietà. Il rappresentante del Governo ha assicurato il proprio sostegno istituzionale a un’iniziativa che punta a rafforzare la collaborazione tra le diverse componenti della società calabrese.

L’Alleanza non nasce dal nulla. È il risultato di un cammino di confronto e approfondimento promosso negli ultimi tempi dal MEIC diocesano attorno ad alcune questioni decisive per il futuro della regione: l’autonomia differenziata, lo spopolamento delle aree interne, la rigenerazione urbana e la necessità di ricostruire legami sociali fondati sulla fiducia e sulla responsabilità.

Da questa esperienza è maturata l’esigenza di compiere un passo ulteriore, passando dall’analisi dei problemi alla ricerca condivisa di possibili soluzioni.

Il nuovo organismo si propone, infatti, come uno spazio permanente di confronto, capace di far dialogare competenze professionali, responsabilità istituzionali e istanze provenienti dalle comunità locali.

La Cabina di Regia avrà carattere paritario e apartitico. Tra le priorità individuate figurano il lavoro, la sanità, la legalità, la trasparenza amministrativa e la tutela dei territori più fragili, con particolare attenzione ai piccoli centri e alle aree interne.

In questo percorso il MEIC assumerà una funzione di raccordo e mediazione culturale, senza rivendicare primati, ma mettendo a disposizione la propria esperienza di formazione e di partecipazione alla vita pubblica.

Quella sottoscritta a Catanzaro rappresenta soltanto la prima tappa di un progetto destinato ad allargarsi.

Nei prossimi giorni il Gruppo Pilota avvierà un’interlocuzione con associazioni, organizzazioni del Terzo Settore, ordini professionali e rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia e rappresentativa delle diverse sensibilità del territorio.

La scelta di coinvolgere soggetti differenti risponde alla volontà di evitare che l’Alleanza rimanga un semplice luogo di discussione. L’ambizione è farne uno strumento di ascolto e proposta, capace di individuare bisogni reali e favorire iniziative condivise.

Significativo anche il legame con il cammino pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. L’iniziativa sarà accompagnata dal vicario generale, mons. Salvatore Cognetti, in sintonia con l’attenzione che l’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago riserva alla responsabilità dei cristiani nella società, alla partecipazione dei laici e alla cura delle fragilità del territorio.

Un accompagnamento che non intende sovrapporsi all’autonomia delle istituzioni, ma richiamare il valore di una presenza ecclesiale capace di contribuire, attraverso il dialogo e il servizio, alla costruzione di una società più giusta e solidale.

È il terreno proprio della Dottrina sociale della Chiesa, che riconosce nel bene comune una responsabilità condivisa e nella partecipazione una condizione essenziale della vita democratica.

In questa prospettiva, l’Alleanza rappresenta anche un’occasione per tradurre in scelte e percorsi concreti quella cultura dell’incontro che la comunità ecclesiale è chiamata a testimoniare nella vita quotidiana.

La firma del protocollo segna l’inizio di un percorso che dovrà ora misurarsi con la concretezza delle iniziative e con la capacità di dare continuità agli impegni assunti.

La Calabria conosce bene il peso delle difficoltà strutturali, ma dispone anche di risorse umane, professionali e associative che spesso faticano a incontrarsi e a lavorare insieme.

L’Alleanza per il Bene Comune vuole partire proprio da qui: dalla possibilità di mettere in relazione queste energie, costruendo occasioni di corresponsabilità e restituendo centralità alle comunità.

Perché il bene comune non rimanga soltanto un principio da richiamare, ma diventi un criterio per orientare le scelte e affrontare i problemi.

La sfida, adesso, è passare dalla collaborazione dichiarata alla responsabilità condivisa, facendo della fiducia reciproca una risorsa concreta per il futuro della Calabria.