C’è un filo di fraternità che lega le Chiese di Calabria, e nei giorni scorsi si è fatto visibile a Rizziconi. Alla due giorni assembleare della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi – preludio all’indizione della Visita pastorale del vescovo Giuseppe Alberti – è stato l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, a offrire la relazione centrale: “Celebrare da cristiani nella nostra terra”.
Arcivescovo metropolita e presidente della Commissione episcopale della CEI per la liturgia, mons. Maniago ha parlato da amico, prima ancora che da relatore, ricordando il legame che lo unisce alla Chiesa di Oppido-Palmi e al suo vescovo. Ma è sui contenuti che vale la pena tornare, perché toccano il cuore della vita di ogni comunità.
La liturgia non è uno sforzo dell’uomo per avvicinarsi a Dio
Il titolo, ha raccontato, nasce da un’espressione di sua madre: “cerca di fare le cose da cristiano”, cioè con cura, con consapevolezza, senza superficialità. Di qui la domanda rivolta all’assemblea: “Noi celebriamo tanto nelle nostre comunità. Ma celebriamo da cristiani?”. Perché la liturgia – ha spiegato, richiamando la Sacrosanctum Concilium – non è uno sforzo dell’uomo per avvicinarsi a Dio, ma il contrario: è Dio che si china su di noi, si fa incontrare, cammina con il suo popolo. Il protagonista è il Signore; noi rispondiamo a una chiamata.
La pietà popolare
Un passaggio è stato dedicato alla pietà popolare, così cara alla nostra terra. Bello custodire le tradizioni, ha detto l’arcivescovo, ma senza dimenticare la Tradizione, senza la quale “possiamo fare le processioni più lunghe di questo mondo, ma non avremo un briciolo di vita nuova”. Di qui il richiamo al “coraggio dell’essenziale” indicato da Papa Leone XIV alla Chiesa italiana: non fare meno cose, ma avere chiara la gerarchia tra ciò che è fondamento e ciò che è secondario. E una parola netta: “Non si può pensare di essere in una comunità cristiana se non si vive insieme l’Eucaristia”.
Resta molto, di questa relazione, e con esso la gratitudine per un gesto che dice molto della sinodalità che tutti cerchiamo.. Le Chiese sorelle del capoluogo e della Piana non camminano da sole: si sostengono, si prestano i carismi, si arricchiscono a vicenda. È il “camminare insieme” che le rende più feconde, più capaci di annunciare il Vangelo alla nostra Calabria.
Filippo Andreacchio,
Direttore UCS, Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi


