Una comunità chiamata alla fiducia

Un canto ha accompagnato l’ingresso dell’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago nella chiesa parrocchiale di Panettieri, dove giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 16:00, la comunità si è riunita per accoglierlo. È iniziata così la quarta giornata della visita pastorale nella zona di Carlopoli, Castagna e Panettieri, dedicata all’ascolto di chi anima la vita delle parrocchie e al confronto con la comunità locale.

Dopo il saluto di benvenuto del parroco, Mons. Maniago ha incontrato gli operatori pastorali, i catechisti e i membri della Caritas delle tre parrocchie. A introdurre il dialogo è stata una preghiera ispirata alla Lettera di san Paolo ai Romani, con il richiamo a rinnovare la propria mente per discernere la volontà di Dio e a mettere i carismi ricevuti al servizio di tutti.

L’immagine paolina dell’unico corpo, composto da membra con funzioni diverse, ha offerto il filo conduttore dell’incontro: ciascuno contribuisce alla vita della Chiesa attraverso i propri doni, nella consapevolezza di appartenere alla stessa comunità.

La riflessione è proseguita con il riferimento al numero 10 del decreto conciliare Apostolicam actuositatem, dedicato all’apostolato dei laici. Il testo ha ricordato la loro partecipazione attiva alla missione della Chiesa e l’importanza di coltivare il senso di appartenenza alla diocesi, unendo le forze alle iniziative promosse dal pastore.

Prima di lasciare spazio agli interventi, l’Arcivescovo ha invitato i presenti a riconoscersi operai nella vigna del Signore. Nella parrocchia, ha sottolineato, rivalità e competizione compromettono la comunione. Il contributo di ciascuno è invece chiamato a esprimersi con semplicità e discrezione, come quello di una pietra viva nell’edificazione della casa di Dio.

I partecipanti hanno ringraziato Mons. Maniago per la presenza, l’insegnamento e lo stile semplice e coinvolgente con cui ha condotto il confronto. Hanno quindi raccontato il proprio servizio, condividendo l’attenzione alle necessità delle parrocchie e le difficoltà incontrate nell’impegno quotidiano.

Dal dialogo sono emerse alcune questioni che toccano da vicino le tre comunità: la responsabilità di accompagnare bambini e ragazzi nel cammino della fede, la scarsa partecipazione dei genitori e la diminuzione delle persone disponibili a collaborare.

Di fronte a queste preoccupazioni, l’Arcivescovo ha incoraggiato gli operatori a non lasciarsi condizionare dal sentirsi pochi o inadeguati. Richiamando l’immagine biblica del piccolo popolo di Dio, ha ricordato che la vita della Chiesa si alimenta della disponibilità all’azione dello Spirito Santo.

Un invito a proseguire il servizio con fiducia, senza misurarne il valore soltanto attraverso i numeri o le risorse a disposizione.

Al termine dell’incontro, Mons. Maniago ha celebrato la Santa Messa nella memoria di santa Teresa d’Avila. Nell’omelia ha richiamato la centralità di Cristo, memoria viva dell’amore di Dio, mettendo in guardia dal rischio di impegnarsi nella Chiesa senza coltivare il rapporto con il Signore.

Anche l’attività pastorale, è stato il senso della riflessione, ha bisogno di trovare nella fede la propria origine e il proprio orientamento. Scegliere Dio significa accogliere la sua vita e riconoscere quanto la sua presenza sia necessaria.

La testimonianza di Teresa d’Avila e il richiamo al suo «Solo Dio basta» hanno accompagnato questo passaggio dell’omelia. L’Arcivescovo ha collegato l’esperienza interiore della santa all’incontro con Cristo nell’Eucaristia: ogni volta che ci accostiamo alla comunione, accogliamo il Signore nella nostra vita.

Dopo la celebrazione, la visita è proseguita con l’assemblea parrocchiale di Panettieri. I fedeli hanno descritto una comunità piccola, segnata dalla scarsità di risorse umane e materiali, ma desiderosa di mantenere viva la propria presenza e il proprio servizio.

Dalle loro parole è emersa la perseveranza di chi continua a rendersi disponibile, pur nella fatica. L’Arcivescovo ha ringraziato i parrocchiani per questo impegno, invitandoli a non cedere allo scoraggiamento e ad affidarsi alla provvidenza divina.

La giornata si è conclusa con un momento di convivialità, occasione per proseguire il dialogo e condividere la gioia della presenza del pastore tra la sua gente.