
Un incontro dal clima familiare, segnato dall’ascolto reciproco, dalla condivisione delle esperienze e da un dialogo aperto e sincero. È quello vissuto al Santuario della Madonna di Porto, dove l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Claudio Maniago, ha incontrato le famiglie della Forania di Gimigliano-Taverna nell’ambito della Visita pastorale.
Non soltanto un appuntamento previsto dal programma della Visita, ma un’occasione per riscoprire il valore della famiglia nella vita della Chiesa e della società, partendo dalle esperienze concrete di chi ogni giorno affronta le gioie, le responsabilità e le fatiche della vita familiare.
Una sola grande famiglia: la Chiesa
Nel suo intervento introduttivo, Mons. Maniago ha richiamato anzitutto il significato ecclesiale dell’incontro. Le parrocchie, pur conservando la propria storia, identità e sensibilità, non sono realtà isolate, ma appartengono a una comunione più grande.
«Le parrocchie, le comunità sono tutte parti di un’unica grande famiglia», ha ricordato l’Arcivescovo, sottolineando come la consapevolezza di appartenere all’unico popolo di Dio aiuti a vivere la fede con uno sguardo più ampio.
È proprio questo uno degli obiettivi della Visita pastorale: aiutare le comunità a riscoprire ciò che le unisce, al di là delle differenze territoriali e delle singole tradizioni.
Mons. Maniago ha quindi riproposto i tre grandi doni sui quali si costruisce la comunità cristiana: la Parola di Dio, l’Eucaristia e la fraternità. Doni che chiedono di essere riscoperti e valorizzati nella vita ordinaria delle parrocchie.
La famiglia, un dono che riguarda tutti
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla dimensione comunitaria e sociale della famiglia.
«Una famiglia non è mai una cosa privata», ha affermato l’Arcivescovo, spiegando che il matrimonio cristiano non riguarda soltanto i due sposi, ma coinvolge l’intera comunità ecclesiale.
La famiglia, infatti, diventa «un tassello importante di un mosaico stupendo», quello della comunità cristiana.
Il Vescovo ha richiamato anche il riconoscimento che la Costituzione italiana attribuisce alla famiglia, evidenziandone il ruolo fondamentale nella costruzione del tessuto sociale.
Da qui una responsabilità condivisa: quella della Chiesa, chiamata ad accompagnare pastoralmente le famiglie, e quella delle istituzioni civili, chiamate a promuovere politiche capaci di sostenerle concretamente.
Il matrimonio, una grazia che accompagna tutta la vita
Uno dei momenti più intensi della riflessione ha riguardato il sacramento del matrimonio.
Mons. Maniago ha invitato gli sposi a non fermarsi al ricordo della festa nuziale, ma a recuperare il significato profondo di quel giorno.
La festa passa, le fotografie custodiscono i ricordi, ma la grazia del sacramento rimane e accompagna la vita dei coniugi.
Il matrimonio cristiano, ha spiegato, non è soltanto la celebrazione di un amore, ma il dono di una presenza: quella del Signore, che sostiene gli sposi nel cammino condiviso, soprattutto quando emergono le difficoltà.
Una grazia che si manifesta nella fedeltà quotidiana, nella capacità di sostenersi reciprocamente e nella scelta di continuare ad amare anche quando vengono meno le emozioni iniziali.
La carità prende forma nella quotidianità
Il cuore spirituale dell’incontro è stato il riferimento all’Inno alla carità di san Paolo, tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi.
L’Arcivescovo ha ricordato che la carità cristiana non coincide semplicemente con l’elemosina o con qualche gesto occasionale di generosità. È piuttosto il modo stesso di vivere la fede, lasciando che l’amore di Cristo diventi criterio delle relazioni.
La famiglia è uno dei luoghi privilegiati nei quali si impara concretamente la carità. Un amore che non rimane astratto o sentimentale, ma si misura con la pazienza, il perdono, l’accoglienza, le fragilità e le fatiche della vita quotidiana.
È proprio nella concretezza delle relazioni familiari, ha osservato il Vescovo, che si incontrano insieme la fatica e la gioia dell’amore.
Fare memoria per ritrovare la bellezza
Particolarmente suggestivo l’invito rivolto agli sposi a fermarsi per qualche istante in silenzio e tornare con la memoria al giorno del proprio matrimonio.
Non un semplice esercizio di nostalgia, ma un’occasione per riscoprire la promessa pronunciata davanti al Signore e il dono ricevuto.
Un invito a ritrovare, anche dopo molti anni, la bellezza di quella scelta e la forza di una grazia che continua ad accompagnare la vita familiare.
Un dialogo franco, tra esperienze e domande
Alla riflessione dell’Arcivescovo è seguito un momento di confronto con i presenti.
Numerosi gli interventi e le riflessioni delle famiglie, che hanno contribuito a rendere l’incontro un’esperienza di partecipazione e di ascolto reciproco.
Il dialogo con Mons. Maniago si è svolto in un clima franco e familiare, nel quale la parola del Pastore si è intrecciata con le esperienze e le domande di chi vive quotidianamente la realtà della famiglia.
È emersa così anche una delle caratteristiche più significative della Visita pastorale: non soltanto il Vescovo che incontra e incoraggia le comunità, ma una Chiesa che si mette in ascolto delle persone, delle loro attese e dei loro percorsi di vita.
L’incontro al Santuario della Madonna di Porto ha consegnato alle famiglie un invito semplice e impegnativo: riscoprire la grazia del matrimonio e fare della propria casa un luogo nel quale l’amore cristiano diventi esperienza quotidiana di carità, fraternità e speranza.

